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Sono 39 le vittime sinora accertate dell’attacco al night club Reina di Istanbul avvenuto alle 1,30 (ora locale) del 1 gennaio mentre erano in corso i festeggiamenti per il Capodanno. Il ministro dell’Interno turco, Suleyman Soylu, ha dichiarato che sono 15 quelle straniere. Tra le vittime straniere accertate, ci sono sette cittadini sauditi, tre giordani, tre libanesi, una ragazza palestinese di cittadinanza israeliana, due indiani, un cittadino turco-belga.
Secondo una parlamentare del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (al governo), Selina Dogan, sarebbero invece 24 gli stranieri morti nell’attentato. Dogan lo ha affermato dopo aver visitato ospedali e obitori. Lo riferisce il Guardian. I morti accertati di nazionalità turca sono 11 mentre non si conosce ancora la nazionalità di quattro vittime, ha aggiunto Dogan. Delle 39 vittime, 25 sono uomini e 14 donne.

Finora sono stati identificati 21 dei 39 morti e che quattro dei 69 feriti versano in condizioni critiche.

L’Unità di crisi del Ministero degli Esteri italiano è attiva e in contatto con il Consolato generale italiano ad Istanbul “per le verifiche di rito”. Finora tuttavia non risultano italiani coinvolti. Lo ha detto il ministro degli Esteri Angelino Alfano al Tg2.

Una donna franco-tunisina
C’e’ anche una donna di nazionalità franco-tunisina tra le vittime. La donna si trovava nel locale con il marito, tunisino, morto anche lui nell’attacco. Lo ha annunciato Jean-Marc Ayrault, ministro degli Esteri francese, in un comunicato. Al momento risultano tre i francesi feriti.

Due libanesi
Secondo Reuters, due delle vittime sono libanesi. Lo avrebbero comunicato i familiari delle vittime, citati dai media del Libano. Sono stati identificati con i nomi di Elias Wardini e Haykal Mousallem.Alltri libanesi sarebbero stati feriti.

Fatih, scampato all’attentato del 10 dicembre
Tra le vittime dell’attentato al Reina di Istanbul c’è un agente di sicurezza presente al Night Club Reina che era scampato all’attentato del 10 dicembre all’esterno dello stadio del Besiktas, dove morirono 45 persone. Lo riferisce il quotidiano Daily Sabah. La vittima è Fatih Cakmak, e in entrambe le circostanze stava lavorando.

La donna arabo-israeliana
Il ministero degli Esteri israeliano ha fatto sapere che una ragazza araba israeliana è morta nell’attacco

Il giovane belga
E c’è probabilmente un belga tra le 39 vittime come annunciato dal ministro degli Esteri del Belgio Didier Reynders su Twitter. “Sfortunatamente temiamo il decesso di almeno un compatriota nell’attentato a Istanbul”, ha scritto il ministro, “i miei pensieri vanno alla famiglia e ai suoi cari”.

Secondo la tv Rtbf si tratta di un giovane ventenne belga-turco residente nella regione fiamminga del Limburgo.

Il Gruppo dei Sette (di solito abbreviato in G7) è il vertice dei ministri dell’economia delle sette nazioni sviluppate con la ricchezza netta più grande al mondo. Esso è nato nel 1975 (ma formalizzato nel 1986), quando il Canada aderì al Gruppo dei Sei (Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America). Anche il rappresentante dell’UE ed il Presidente del FMI sono sempre presenti agli incontri. Dal 1998 al 2014 è stato affiancato dal G8, il vertice dei capi di Stato dei già menzionati allargato alla Russia. Il G7 rappresenta oltre il 63% della ricchezza netta mondiale detenuta secondo il Credit Suisse Global Wealth Report 2013. Il G7 (che non vede rappresentanti della Russia a causa del suo peso finanziario trascurabile ) continua a riunirsi nella forma dei vertici che i ministri delle finanze dei sette paesi tengono più volte nel corso dell’anno per discutere di politica economica. Questi incontri sono supportati dal lavoro di uno staff di funzionari, la cui segreteria generale congiunta è oggi esercitata dai signori Arindam Sarkar, Aniket Bochare e Sayantan Samanta.

La scelta di Taormina era già nota da tempo. Adesso arrivano anche la date. Il summit dei paesi industrializzati si terrà il 26 e 27 maggio 2017. Sulla kermesse nazionale dei Dem, che si terrà dal 29 agosto all’11 settembre: Vorrei si tenesse sull’Isola, ma non nelle grandi città, nei luoghi della sofferenza come Pozzallo o della bellezza come i luoghi di Montalbano La scelta di Taormina era già nota da tempo. Adesso arriva anche la data. Al G7 di Taormina, il 26 e 27 maggio 2017, dal teatro Greco cercheremo di lanciare i valori della nostra cultura come risposta anche agli estremismi, insieme al nuovo presidente o – io spero – alla nuova presidente degli Usa, e ai Paesi del G7. Lo ha detto Matteo Renzi in direzione Pd che poi ha aggiunto: La Festa nazionale dell’Unità vorrei si tenesse in Sicilia, con delle tappe a Pozzallo. Sul summit dei sette Paesi più industrializzati il sindaco di Taormina Eligio Taormina ha assicurato che la Perla dello Jonio è pronta. Avevo parlato nei giorni scorsi col presidente Renzi e il ministro dell’Interno, Angelino Alfano – ha affermato – e aspettavamo con fiducia la data ufficiale. Noi abbiamo le idee chiare e un progetto definito. Ma abbiamo bisogno di accelerare i lavori su tre strutture in tempi rapidi, perché maggio per la burocrazia è dietro l’angolo.
Per accogliere i grandi della Terra, è prevista la ristrutturazione della vecchia scuola-convitto alberghiera, per realizzarvi un centro operativo dei servizi per il G7, la realizzazione di una pista per l’atterraggio di elicotteri in un terreno di proprietà del Comune e la ristrutturazione di Palazzo dei Congressi. Sulla festa dell’Unità, che si svolgerà dal 29 agosto all’11 settembre, il premier Renzi, rivolgendosi alla direzione del Pd, ha espresso il desiderio che si tenesse sull’Isola, ma non nelle grandi città, nei luoghi della sofferenza come Pozzallo o della bellezza come i luoghi di Montalbano.
La cittadina ragusana è tra i comuni siciliani in prima linea sul fronte dell’accoglienza di migranti, tant’è che ospita no degli hot spot presenti sull’Isola. Sono molto felice, accoglieremo anche il Pd a braccia aperte, ha commentato il sindaco Luigi Ammatuna, sottolineando che la scelta di Renzi è un riconoscimento, molto importante, per quello che Pozzallo sta facendo. E che continuerà a fare, non tirandosi indietro. La notizia viene commentata anche dal deputato nazionale del Pd ibleo Nello Di Pasquale, sottolineando che Renzi già lo scorso mese aveva annunciato a Palermo, in occasione dell’inaugurazione del ponte elettrico Terna, la volontà di svolgere la festa nazionale proprio in provincia di Ragusa riconoscendone l’importanza che merita non solo per la bellezza architettonica e ambientale ma soprattutto per lo spirito di accoglienza e solidarietà che sta continuando a manifestare nel quotidiano abbraccio con i fratelli immigrati. Adesso – prosegue Di Pasquale – arriva la conferma del premier. Naturalmente aspettiamo il via per far partire la macchina organizzativa in modo da dare ciascuno il proprio contributo. Come si vede c’è la massima attenzione da parte del Partito Democratico e del Governo nazionale su questa provincia. Non è ancora confermata la location ma all’interno del partito si sta parlando anche di Ragusa Ibla. C’è in ogni caso la volontà di guardare al Sud e soprattutto a questa terra su cui stiamo lavorando come classe politica per offrire le giuste prospettive di sviluppo. Ancora è difficile prevedere se sarà proprio Gentiloni a fare da padrone di casa al G7 che si terrà a Taormina il 26 e 27 maggio prossimi. Resto fino a quando avrò la fiducia del Parlamento, ha commentato Gentiloni che non si è spinto oltre nell’immaginare tempi di approvazione per la nuova legge elettorale. Tuttavia potrebbe essere proprio Gentiloni a dovere stringere la mano a Taormina al nuovo presidente americano Donald Trump. Ma la posizione dell’Italia nei confronti degli Stati Uniti non cambierà, ha assicurato il premier. Ci sono cose che non cambiano – ha detto il premier – il rapporto tra Italia e Usa non è cambiato nel passaggio tra Kennedy e Nixon, Reagan e Clinton, Bush e Obama. Anzi, secondo il premier il governo di Roma potrebbe trovare un terreno comune nello sforzo per riprendere il dialogo con la Russia, la cui presenza nella comunità internazionale è decisiva per affrontare numerosi dossier globali. Nel Consiglio di sicurezza dell’Onu l’Italia potrebbe avere un ruolo di riequlibrio nella questione israelo-palestinese. Il nostro Paese, ha annunciato Gentiloni, cercherà di rimettere la questione al centro dell’Agenda delle Nazioni Unite. Perché non si può consentire al terrorismo di matrice islamica di appropriarsi del conflitto palestinese, che nasce con un’altra storia. Occorre, invece, puntare alla soluzione due popoli, due Stati e, per questo, l’annuncio di nuovi insediamenti non aiuta così come non aiuta isolare Israele nei consessi internazionali. Un ruolo nelle Nazioni Unite l’Italia potrebbe averlo anche per la crisi siriana dal momento che, come ha ricordato il premier, l’accordo che ha portato a un cessate-il-fuoco in Siria, sulla base della collaborazione tra Russia e Turchia, è fragile e un punto di caduta credibile per la soluzione del conflitto siriano può essere mediato solo nella sede delle Nazioni unite. Il messaggio dell’Italia è che la soluzione passa per l’apertura di un negoziato che veda una transizione gestita dall’Onu.